Salvare le banche ci conviene

Salvare le banche ci conviene?

Salvare le banche conviene?

Sui giornali, alla radio o in televisione, tutti parlano di salvare le banche. Tutti discutono del settore bancario citando probabili fallimenti, frodi, imbrogli, crisi e quant’altro di negativo si possa trovare.

L’argomento riscuote un grande interesse visto che ognuno di noi è cliente di una banca, ha dei soldi depositati oppure ha preso dei soldi in prestito attraverso un mutuo od un finanziamento.

Insomma si parla di crisi e di Banche ormai dal 2008 …

La domanda che i correntisti si pongono è come ci si possa orientare sul mercato, con tutto quello che sta succedendo nel settore e con tutto quello che nel passato è avvenuto ai danni dei risparmiatori.
Come si possono evitare rischi e pericoli inutili?
Di quali strumenti disponiamo per valutare la serietà e la solidità di una banca?

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Sono sostanzialmente quattro i criteri di valutazione in tema di banche:

1) costo del credito
2) liquidità
3) redditività
4) patrimonio

Ci soffermiamo sui primi due visto che gli altri elementi sono espressi attraverso indici o ratios, che ogni banca pubblica e che sono ben noti al mercato.


Il costo del credito è quello che fa saltare per aria le banche: indica la massa di crediti deteriorati che vengono messi tra le perdite di bilancio, ossia non sono più ritenuti recuperabili. Una banca seria, dentro questa voce, ci mette le sofferenze reali e non nasconde le poste sotto altre voci di bilancio. Molti istituti continuano (come hanno fatto per decenni) a tenere gli scheletri nell’armadio, classificando le sofferenze come crediti dubbi e quindi recuperabili, quando invece non lo sono.

Come si fa a salvare le banche in crisi di liquidità?

La liquidità è un altro fattore determinante per una banca e significa “avere soldi in cassa”, cioè un equilibrio tra i soldi prestati e soldi depositati. Chi va in crisi di liquidità può andare su terreni pericolosi.
Le banche tra di loro non si prestano più soldi, sono diffidenti. Diffidenti perché sanno quanto sia facile ingannare attraverso i bilanci.


Come sia facile apparire in un modo ed essere ben diversi nella realtà.

Una banca che non ha liquidità, se non trova finanziamenti, fallisce.

Cosa fa normalmente una banca in crisi di liquidità?

Si procura denaro emettendo titoli obbligazionari, facendo aumenti di capitale,  attirando i soldi dei clienti correntisti con promesse di tassi fuori mercato.
La cosa più semplice che si fa in una banca? Concedere denaro, prestiti e finanziamenti.
E la più difficile? Recuperare quei soldi se sono stati concessi con leggerezza.
La responsabilità dei banchieri, uomini potenti, ha portato molte banche al fallimento. Le concessioni di credito senza garanzie – e l’ombra della politica sulla gestione degli istituti – ha ridotto il sistema al collasso.
Il fallimento di una banca può avere un impatto negativo su tutto il sistema economico e finanziario del Paese. Comportare conseguenze sociali in termini di perdite economiche e di posti di lavoro per i cittadini.

La soluzione?

Dobbiamo farci carico, come cittadinanza, del problema delle banche in difficoltà. Come? Auspicando severe punizioni per i veri responsabili di questi disastri:  i banchieri corrotti o incapaci.

Le banche svolgono una funzione primaria e sono il filtro dell’economia di un Paese.

Pertanto non possono essere lasciate al loro destino. In tutto il mondo si è intervenuti per salvare le banche, salvo pochi casi conclamati tipo quello della Lehman Brothers’.
È nato a fine Dicembre 2016 il Decreto salvabanche, per complessivi 20 miliardi di euro, per sostenere gli eventuali default di alcuni istituti.

Si tratta di tanto denaro pubblico e c’è da domandarsi perché i soldi pubblici siano stati usati, ad esempio, per il Monte dei Paschi di Siena e non per altre banche, lasciate fallire in precedenza a danno dei risparmiatori. Denaro pubblico impiegato (6,4 mld) anche per il salvataggio delle Banche Venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) che sono state regalate a Banca Intesa. E poi Popolare di Bari, Carige, e così via…

…il fondo è quasi esaurito…

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