Prestiti donazioni tra parenti

Prestiti e donazioni tra parenti, attenzione al fai da te

Prestiti e donazioni tra parenti e amici … non lasciarti coinvolgere nel “fai da te”.

Attenzione al fisco!

Guarda un video introduttivo, prima di leggere tutto l’articolo:

Vi racconto un episodio in tema di prestito tra parenti e di donazioni (…fai da te!)

Qualche mese fa un caro amico (di quegli amici veri che non senti quasi mai, ma che corrono quando serve!) mi chiama ripetutamente sul cellulare, con una tale insistenza che penso subito sia successo qualcosa di grave. Rispondo subito. 

E’ disperato, balbetta…

Mi chiede aiuto perché non sa cosa fare…

E’ appena uscito da un ufficio dell’Agenzia delle Entrate (il temuto fisco!) dove il funzionario gli ha contestato una cartella di 467.000 euro

…sì, avete letto bene: QUATTROCENTOSESSANTASETTEMILA..

Cosa è successo?

Lo “accusano” di non aver pagato tasse e imposte su prestiti e donazioni in denaro o comunque su trasferimenti in denaro effettuati “da” e “verso” i  propri familiari: la madre e due fratelli.

Di essere coinvolto in una compravendita tra parenti e nella donazione di denaro ai figli (da parte della madre).

In realtà si trattava di una compravendita tra fratelli e di prestiti tra familiari con relativi trasferimenti di denaro senza aver pagato la relativa tassazione.

Dopo la morte del padre il mio amico, la madre e i due fratelli avevano ereditato un patrimonio costituito da alcuni appartamenti e due case di vacanza.

Ebbene, negli anni successivi, avevano venduto alcuni di questi beni e ne avevano acquistati altri, non curandosi di chi nella famiglia facesse i pagamenti (uscita dei soldi dal proprio conto corrente o attraverso un bonifico tra parenti senza specifica causale), di chi facesse gli atti di acquisto dal Notaio e di chi si intestasse effettivamente i beni.

“Tanto” – mi diceva con ingenuità il mio amico- “si tratta di un prestito familiare infruttifero e tra di noi in famiglia conosciamo la reale divisione dei beni. E, prima o poi, compenseremo le poste tra di noi.
Magari compro io la casa di mio fratello che tanto deve darmi una quota di quella dove vivo; poi la mamma vende ed incassa il ricavato di una compravendita e riacquista un immobile a nome di uno di noi”.

In questo modo erano andati avanti per alcuni anni.

Peccato che il fisco non ragiona così!!

Attenzione al fai a te!

L’Agenzia delle Entrate aveva presunto che trasferimenti, acquisti e transazioni fossero dei prestiti tra parenti e delle donazioni tra parenti o, peggio, degli acquisti fatti con denaro di non certificata provenienza. Nulla contavano le disperate giustificazioni del mio amico e dei suoi familiari che non fosse ognuna di quelle una donazione soldi parenti. Esiste infatti una precisa normativa per la compravendita tra parenti di primo grado. Che era stata ignorata.

Era arrivata la temuta cartella esattoriale, fatta di reati contestati, tasse e multe con effetto moltiplicatore, sanzioni varie…

Ebbene, per giustificarsi e per uscire dall’incubo, il mio amico ci mise più di tre anni.

Ho dovuto ricostruire per lui (e non è stato affatto semplice!) gli estratti conto dei sei anni precedenti (di tutta la famiglia!), recuperare tutti gli atti immobiliari, rivedere i passaggi di denaro, gli equilibri patrimoniali, la successione e le varie quote spettanti…i bonifici tra parenti e così via…

…dare un senso a tutte le transazioni…

recuperando la movimentazione effettuata in diverse banche (alcune non più esistenti in quanto integrate in altri Istituti e con gli archivi cartacei introvabili!).

Insomma è stata una vera fatica…ma alla fine ci sono riuscito!!! 

Tutta l’operazione, durata 3 anni, è costata al mio amico oltre 15.000 euro tra avvocati e spese di onorari, oltre al trauma fisico e psicologico che lo ha visibilmente segnato.

Dimenticavo…la mia prestazione è stata gratuita (per amicizia si fa questo ed altro), altrimenti ci sarebbe stata anche questa spesa!

Prestiti e donazioni : movimentazioni in denaro

Torniamo al nostro tema che è tipico di una buona educazione finanziaria.

State attenti ad ogni trasferimento di denaro.

Prestiti

Prestare soldi è reato?

No. Prestare soldi è legale. Solo che devi farlo in un certo modo, secondo le regole che ti suggeriamo.

Si possono prestare soldi tra privati?

Certo, si può fare un prestito a titolo gratuito come un prestito a un amico, un prestito tra fratelli, un prestito padre figlio. Sarà sufficiente, nel bonifico che effettuerete, inserire una giusta causale bonifico prestito.

Sarà importante utilizzare una idonea causale bonifico per prestito personale (ad esempio), altrimenti di fronte ad un controllo, bisognerà giustificarsi e talvolta non sarà neanche sufficiente. La causale usata, ha valore di prova.

Lo spieghiamo dopo.

Donazioni di denaro

Sono una cosa diversa dai prestiti di cui abbiamo appena parlato. Il prestito non oneroso ossia il prestito di denaro senza interessi, fatto a titolo gratuito è una fattispecie completamente diversa dalla donazione.

Spesso parliamo indifferentemente dell’una o dell’altra ma attenzione! Le regole sono diverse.

Le donazioni tra familiari come la donazione tra parenti o la donazione di denaro tra fratelli o verso i figli e così via, rientrano in un regime “di favore” se parliamo di piccole somme.

Donare soldi a un amico o a un figlio o ad un nipote o a chichessia, se di piccola entità, non crea problemi.

Diverso è il caso delle donazioni di somme importanti, dove dobbiamo distinguere se le rivolgiamo a parenti entro un certo grado o a terzi, con i quali non sussiste parentela.

Di questo parliamo più avanti nell’articolo.

Prestito denaro tra privati (ovviamente non parliamo di piccole somme)

Fattispecie quali: prestito infruttifero tra parenti, prestito tra familiari, prestito infruttifero tra privati, prestito tra parenti senza interessi, mutuo tra parenti, prestito infruttifero tra familiari, prestito grazioso, prestito tra privati senza interessi nonché donazione tra fratelli ed ogni altra forma di prestiti familiari o forme quali prestare soldi ad un amico…

…insomma un prestito di denaro tra privati ovvero

“prestare soldi in generale”

…prevede alcune rigide regole da rispettare. Fanno eccezione, abbiamo detto, i prestiti di piccole somme.

Dovrete, per i 6 anni successivi, essere in grado di documentare e giustificare ogni operazione, se subirete un accertamento fiscale.

L’onere della prova spetta voi! (vedi in coda all’articolo…).

E’ necessario che ogni movimento sia certificato e giustificato e che sia svolto secondo certe regole. 

Il rischio?

Evasione fiscale, riciclaggio e omessa dichiarazione.

Ma come fare?

Tutto ciò che movimentiamo in denaro deve essere tracciabile e deve essere giustificato sia nella provenienza e che nella destinazione.

Devono essere utilizzate le giuste causali bonifici.

La tracciabilità vale anche nel caso di prestiti e donazioni tra parenti e amici.

Vale se vostro padre vi regala dei soldi per comprare casa, se vostro fratello vi fa un prestito per un viaggio, se un amico vi presta una somma di denaro, se il vostro zio preferito vi regala i soldi per comprare la macchina…

…e così via…utilizzate la giusta causale “per dare” e “per restituire” (ad esempio: causale “prestito infruttifero”, causale “bonifico regalo”, causale “regalia”, causale “bonifico regalo amico” e poi … “restituzione prestito infruttifero”, “restituzione prestito”…e così via per tutti casi).

Se incappate nei controlli, e non siete in grado di difendervi adeguatamente dalle insinuazioni o dalle ipotesi di reato del fisco, sono dolori!

E per difendersi c’è solo un modo:

…avere le giuste “pezze d’appoggio”…

Augurandosi di non dover ricorrere agli avvocati, il cui costo è salato.
E magari per ricostruire tutta la movimentazione vi servirà pure un esperto di banche.

In ogni caso, occorre ragionare prima di agire, per prevenire i problemi.

Prima regola: per il denaro contante

vedi anche “Limitazioni all’uso del contante”  

Sono illeciti i trasferimenti di contante “brevi manu” tra privati, se eccedono i 3.000 euro, dovunque e comunque li facciate.

Lo sapevate?

(…sono sicuro che non è una materia molto chiara…vero?)

NON dichiarate mai, per difendervi,  che vi hanno dato somme in contanti che eccedono quel limite…o vi caccerete nei pasticci…

Seconda regola: trasferimenti di denaro

Possono interessarti anche:

Segnalazioni di operazioni sospette nelle banche

Come portare soldi all’estero

Lo Stato stabilisce che i trasferimenti di denaro in generale (sicuramente quelli oltre i 3.000 euro) devono avvenire tramite intermediario abilitato: le Banche principalmente.

Vi sconsiglio, inoltre, di utilizzare gli assegni: non hanno la causale e, a distanza di tempo, è complicato ricostruire l’operazione (a chi avete dato o da chi avete ricevuto un assegno).

Usate invece il bonifico bancario inserendo la giusta causale.
Sarà una prova stabile e indelebile della transazione (poi vedremo quali causali utilizzare e in quali casi).

Terza regola:  differenza tra regalia e prestito

Valutate attentamente le differenze:

-la regalia è una donazione;
il prestito (o finanziamento) è un flusso di denaro che va, ma che poi deve tornare indietro.

Se la regalia è una donazione sarà soggetta all’ imposta donazione denaro.

Attenzione ai prestiti fruttiferi (con interessi)! Se avete prestato dei soldi in modo regolare e pretendete gli interessi, sappiate che li dovete dichiarare nella dichiarazione dei redditi (mod. 730 o 740). Se non lo farete potrete subire delle sanzioni.

Ma come fare a prestare dei soldi a un familiare o ad un amico senza incorrere in sanzioni?

Prestito/mutuo (art.1813 c.c): lo schema inattaccabile!

Bisogna operare secondo un preciso schema, che renda inattaccabile l’operazione.

Ci vuole una scrittura privata per prestito o una scrittura privata donazione denaro che comprovino la transazione (tecnicamente un contratto di mutuo tra privati).

Tale scrittura privata deve contenere l’identificazione dei soggetti interessati, deve specificare l’importo dell’operazione, le modalità ed i tempi di restituzione (scarica in coda all’articolo il fac simile contratto di prestito tra privati).

Aspetto fondamentale (…fate attenzione!…) è la certezza della data dell’operazione.
Altrimenti sarebbe fin troppo facile produrre “a posteriori” una scrittura privata in presenza di un accertamento fiscale.

La data certa

Una volta bastava semplicemente richiederla alla posta con il timbro del giorno. Oggi non più.

Ma può essere prodotta in varie modalità:
Autenticazione del notaio (mi sembra eccessiva per piccoli importi, mentre è consigliabile se ci sono di mezzo grosse somme di denaro e grossi rischi);
Registrazione presso l’agenzia delle entrate (si paga in questo caso un’imposta di registro);
Pec (posta certificata);
Raccomandata con ricevuta di ritorno “incrociata tra le parti” (nella raccomandata sarà contenuta la scrittura privata). Quest’ultima soluzione è quella più semplice da attuare.

Facciano particolare attenzione a questo tipo di accertamenti i lavoratori autonomi e coloro che sono sottoposti al redditometro e agli studi di settore.

“”Il fisco controlla gli eccessivi scostamenti delle entrate e delle uscite dei conti correnti””

…e lo Stato Italiano è in costante ricerca di soldi, attraverso gli accertamenti fiscali…

Donazioni e regalie tra parenti

Ovviamente, se parliamo di piccole somme o di regali materiali, donazioni tra fratelli o tra amici di lieve entità… nessuno vi verrà a cercare. Non pagherete imposte donazione denaro. Lo abbiamo già detto.

Tra l’altro una sentenza recente della Corte di Cassazione (nr. 18725 del 27 luglio 2017) ha chiarito che in caso di donazione di una somma di denaro dai genitori ai figli, anche se non è stato formalizzato un contratto o una scrittura privata, non si applica l’imposta sulle donazioni.

Qualche anno fa, se un genitore voleva comprare la casa al figlio, gliela intestava semplicemente, senza implicazioni e rischi. Davanti al notaio il genitore pagava direttamente la casa al venditore mentre l’immobile veniva intestato direttamente al figlio

Oggi, per effettuare questa operazione è consigliabile effettuare il doppio passaggio: regalare la somma di denaro al figlio, con la quale poi questo acquisterà l’immobile.

Tutto è cambiato con le leggi antiriciclaggio

Non c’erano le rigide leggi antiriciclaggio di oggi per cui ogni somma di denaro deve avere una provenienza dichiarata.

Oggi il trasferimento di denaro deve essere tracciato, si può incorrere in gravi sanzioni.

Sconsigliate le donazioni di immobili

Nella donazione immobiliare, su cui si pagano le imposte di donazione, si avranno due strade da seguire:

-donare l’immobile  tramite atto di donazione diretta (sconsigliato!)

-effettuare una donazione di denaro (donazione denaro ai figli)  …e… immediatamente dopo… stipulare un atto di compravendita (il donatario, con quei soldi, acquisterà la casa) (consigliato!)

Questo modo di procedere ha indubbi vantaggi: è una compravendita e non una donazione.

Troverai le motivazioni che sconsigliano le donazioni di beni immobili (per la difficoltà per successiva rivendita o per la richiesta di mutui alle banche nell’articolo Donazioni di immobili …di Training Finanziario.

Tutto in questa materia si è complicato con le leggi anti-riciclaggio e purtroppo tanti cittadini incorrono in sanzioni per ignoranza delle leggi in materia.

Talvolta importanti disposizioni su come comportarsi e su come agire, sono contenute nelle circolari emanate dall’Agenzia delle Entrate, che non sono pubblicizzate come le leggi ordinarie e che il cittadino di norma non conosce ed a cui non si accede facilmente (solo gli addetti ai lavori).

Nessuno, come al solito le spiega, e poi… arriva l’accertamento …o direttamente la cartella del fisco, quando è troppo tardi.

Prestiti e donazioni tra parenti e amici

Prestiti tra parenti (o prestito soldi tra privati): se volete riscuotere gli interessi sul prestito, abbiamo detto che li dovrete inserire nella dichiarazione dei redditi.

Altrimenti la via più facile è procedete con un mutuo o prestito “INFRUTTIFERO” (in fondo all’articolo accedi alla nostra guida sul prestito infruttifero).

Questa formula di prestito tra privati, molto in uso, viene definita in molti modi nel linguaggio comune: prestito gratuito, prestito a titolo grazioso, finanziamento infruttifero, mutuo senza interessi, prestito senza interessi.

Il fisco vede…

Sappiate che esiste ormai l’anagrafe dei rapporti finanziari e che gli scostamenti di oltre il 20% sulle movimentazioni dei conti correnti vengono rilevati e che il fisco “se vuole” vede tutto.

Dico tutto.

Chiaro?

Per non parlare di tutte le informazioni creditizie che riguardano ognuno di noi contenute nelle banche dati (Crif e banche dati finanziarie)

…e che ci attribuiscono una certificazione finanziaria che ci identifica  (Buon pagatore o cattivo pagatore).

Regola generale che vale anche per prestiti e donazioni

Ogni movimento che parte dal nostro conto corrente (specialmente se è un bonifico in tema di prestiti e donazioni) deve essere motivato con la causale.

La causale è la descrizione del movimento (ad es. regalo di compleanno, prestito infruttifero per acquisto auto, restituzione del prestito infruttifero concesso in data…e così via).

Se manca la causale si potrebbe ipotizzare una movimentazione sospetta.

Quindi è fondamentale che vi sia una corretta causale che identifichi il movimento bancario che parte o che arriva sul vostro conto corrente.

Usate il termine “infruttifero” nel caso di prestito senza interessi, che esprime il titolo gratuito della transazione.

Procuratevi una documentazione dotata di data certa che non faccia sospettare manipolazioni e certifichi tempi e modi dell’avvenuta transazione.

La tracciabilità delle operazioni è oggi un tema cui bisogna prestare la massima attenzione.

C’è in ballo anche il reato di riciclaggio, dal quale difendersi non è facile.

L’onere della prova

Esiste la presunzione legale (nel Dpr n.600 del 1973) che ogni versamento sul conto corrente debba configurarsi presuntivamente come un ricavo.

L’onere della prova (ossia la produzione delle prove a discolpa) spetta al contribuente.

Le prove richieste, inoltre, sono documentali, non bastano le testimonianze (prove testimoniali).

Questa presunzione legale è sufficiente, secondo la Corte di Cassazione, a far scattare il sequestro del conto corrente costringendo il contribuente a difendersi.

E l’unico modo che esiste per difendersi è produrre prove certe e documentali a propria discolpa.

…altrimenti quel versamento non documentato è considerato reddito!!

…e il malcapitato cittadino dovrà pagare!!

…Vi rendete conto adesso ?…

di Gianfranco Saro

Può interessarti anche:

Guida: “come fare un prestito infruttifero

Guida: “scritture private” con i fac simile delle scritture private più utilizzate

(Scarica il fac simile di scrittura privata “prestito tra privati”)

Articoli simili

Lascia un commento