Limitazioni uso del contante

Limitazioni uso del contante

Cosa bisogna sapere sul limite contante?

Hai capito veramente di cosa si tratta?

Innanzitutto devi sapere che (dal 16.2.2022) esso non è stato più abbassato da 2.000 euro a 1.000 euro come era previsto accadesse dal 1.1.2022, ma per tutto il 2022 continuerà ad essere mantenuto a 2.000 euro.

Tutto è rimandato al 1.1.2023 per l’abbassamento del limite a 1.000 euro…ma chissà.

Non tutti nel Governo hanno ben visto il ritorno al vecchio limite dei 1.000 euro. E secondo me hanno avuto pienamente ragione, non ho mai condiviso le limitazioni.

In questo articolo cercherò di spiegarti tutto quello che c’è da sapere sul limite e sulle conseguenze ad esso connesse, avendo riprova ogni giorno che passa, che in pochi sanno di che cosa si tratti veramente.

Proprio ieri ne parlavo in una conversazione di lavoro con dei commercialisti ed ho avuto la riprova che, benchè mostrassero di conoscere l’argomento, in realtà non avevano – neanche loro – capito nulla.

Erano confusi, semplicistici, come se non si potessero fare versamenti o prelievi oltre il limite fissato, ma questo non è vero! Non è questo il significato reale del provvedimento.

E’ straordinario come da anni riscontro la massima ignoranza su questo tema.

Un breve video esplicativo, come assaggio prima di approfondire l’argomento!

Aggiungo in questo articolo anche informazioni utili sui limiti alle banconote di grosso taglio – altro tema da non ignorare.

Cosa sapere sul versamento in banca di banconote da 500 euro e da 200 euro?

Ebbene, sia i limiti alle banconote che i limiti al contante sono argomenti molto seri e pericolosi, con molti lati oscuri, che suscitano molti dubbi nella popolazione e possono essere assai insidiosi per chiunque ne ignori le esatte conseguenze.

Cercherò quindi di fugare i dubbi ricorrenti, quelli che ascolto ogni giorno da cittadini di tutte le estrazioni.

Premetto che non sono affatto d’accordo sui limiti e che li ritengo una inutile ed inefficace limitazione della libertà dei cittadini nell’utilizzare il proprio denaro. E che uno Stato evoluto non dovrebbe scendere a questi livelli di limitazioni.

Tuttavia, in uno Stato incapace di trovare soluzioni spesso si ricorre a restrizioni delle libertà dei cittadini per dimostrare che qualcosa si sta facendo.

Da bancario ed esperto del settore posso affermare che la limitazione del contante NON LIMITA L’EVASIONE FISCALE o per lo meno non la limita in modo determinante e risolutivo, come servirebbe.

Nè intacca le operazioni criminose ma semplicemente le intralcia. Al prezzo di penalizzare però tutti i cittadini.

Rammento che in passato il limite era già fissato a 1.000 euro e fu il Governo Renzi ad aumentarlo a 3.000 euro.

E non mi pare che vi sia stato alcun miglioramento o peggioramento rispetto all’evasione, con i due limiti differenti in esercizio.

Questa è la prima riprova che non serve a nulla. I canali di evasione sono ben altri e rimangono intatti indipendentemente dai limiti alla circolazione del contante, che è solo un intralcio alla libera circolazione del denaro e alla libera espressione dell’economia.

Ma spiegherò come funziona veramente il limite dei contanti a 2.000 euro, visto che sono sicuro che in pochi hanno veramente capito come esso si interpreta e come bisogna comportarsi nel trattare il denaro contante.

E’ uscito il nuovo manuale di educazione finanziaria bancaria

Alcune considerazioni sulle limitazioni uso del contante

Cosa succede nella realtà?

-Su questo tema c’è molta confusione.
-Le normative sono discrezionali e spesso contraddittorie.
-Lasciano troppo spazio alla libera interpretazione.
-Si possono configurare reati come il riciclaggio (impiego di denaro di provenienza illecita);

Molti cittadini, confusi,  pensano di non poter fare operazioni di limite superiore ai 2.000 euro
e si interrogano sulla legalità dei loro movimenti, hanno paure ingiustificate.

Fanno -timorosi -domande ingiustificate. D’altra parte nessuno parla chiaramente e comunica esattamente in che cosa consiste questo provvedimento restrittivo.

Sono tutti impauriti e disorientati, vivono nel dubbio di poter fare o meno alcune operazioni.

Paure che riguardano anche il proprio patrimonio e le proprie transazioni, c’è il timore di essere fuori legge.

Ci si mette anche la classe politica a complicare la percezione di questo delicato argomento. Classe politica che, ne sono sicuro, in molti casi non conosce il funzionamento dei limiti di contante. Lo dimostrano parlando in televisione, quasi sempre a sproposito.

Ne parlano senza cognizione di causa.

Movimenti in proprio, come funziona realmente

Specifichiamo innanzitutto che ognuno, con i propri soldi, specialmente se di lecita provenienza e guadagnati onestamente o frutto di una transazione regolare, può fare quello che vuole.

Si, può farci quello che vuole.

Riguardo se stessi non c’è alcun limite all’operatività.

Ognuno può versare o prelevare in banca l’importo che desidera, quando e come lo desidera.

Purché sia dichiarata la provenienza del denaro o la sua destinazione.

O comunque sia dimostrabile.

E io aggiungerei: sia in linea con la normale operatività del soggetto e conforme allo stile di vita abituale (il perché è spiegato più avanti).

Limitazioni uso del contante: movimenti di denaro verso terzi

Ecco quando scattano i limiti!

Il problema dei limiti sorge quando si effettuano trasferimenti di denaro verso terzi.

Se si parla di trasferimento di contanti verso altri soggetti ed il limite è fissato a 2.000 euro (in realtà la norma parla di 1.999 euro ma per semplificazione si parla comunemente di 2.000 euro).

Quindi, il rischio scatta quando si compiono operazioni di trasferimento contanti a terzi, superiori a 2.000 euro.

Questa fattispecie (trasferimento in contanti) è quella che preoccupa di più il cittadino onesto il quale appare disorientato e si chiede se sia fuori legge prelevare o versare contanti oltre la soglia dei 2.000 euro.

Ma abbiamo visto che, se il trasferimento non è verso terzi, ossia se si ragiona verso se stessi (prelievo o versamento di proprio denaro), non opera nessun limite.

E cosa avviene per i trasferimenti di denaro diversi dal contante?

Vediamoli:

Movimenti effettuati verso terzi con altri mezzi di pagamento diversi dal contante: il limite dei 2.000 non c’è più.

Altri mezzi di pagamento sono tutti gli altri sistemi che non siano il contante (assegni, bonifici, effetti, e così via).

In questo caso sarà bene dichiarare, se richiesta,  la destinazione o la provenienza del denaro.

limiti utilizzo contante

Finalità della normativa antiriciclaggio

Qual è lo scopo delle leggi antiriciclaggio e delle limitazioni uso del contante?

Lo Stato vuole far passare attraverso gli intermediari bancari e finanziari ogni transazione in denaro, in modo da poter tracciare e controllare i flussi finanziari.

I vari vincoli sulla circolazione del contante mirano proprio a questo.

Lo scopo finale è quello della lotta all’evasione fiscale e alla criminalità organizzata.

Tuttavia si è creata confusione, perchè?

L’emanazione di molte leggi in materia, spesso contraddittorie,  ha determinato:

1) una eccessiva discrezionalità interpretativa da parte degli intermediari;
2) l’istituzione di reati per agli addetti ai lavori (cassieri, impiegati di banca, ecc.) per la non osservanza delle norme e degli obblighi di segnalazione sospetta (SOS) in presenza di movimenti ritenuti illeciti.

La confusione su questo tema regna sovrana e non c’è solo da parte dei cittadini, ma anche da parte di coloro che dovrebbero conoscere questa materia perché direttamente interessati.

E parlo di commercialisti, notai, intermediari e operatori bancari. Tutte figure che trattano e intermediano denaro, i cosiddetti intermediari abilitati.

Lo Stato ha voluto obbligare tutti gli operatori a segnalare i movimenti sospetti, utilizzandoli come sensori dei reati di evasione e riciclaggio.

E cosa succede?

Che molti di questi operatori, nel dubbio (…e spesso nell’ignoranza o spinti dai timori di essere coinvolti penalmente), segnalano reati anche laddove non ci sono.

Questo determina una grande diversità nei modi di agire degli intermediari.

Limitazioni uso del contante: interpretiamo la normativa

Le  limitazioni uso del contante,  in Italia, si esprimono attualmente col limite di 2.000 euro. 

Abbiamo visto prima cosa significa esattamente il limite.

In sostanza la legge dice che sono illeciti i trasferimenti di denaro superiori a 2.000 euro, se non transitano attraverso un intermediario abilitato (ad es.una Banca).

Si intende il trasferimento contanti tra privati.

Esempio: se trasferisco “brevi manu” più di 2.000 euro ad un altro soggetto privato, sono fuori regola. Il passaggio deve avvenire tramite intermediario.

Significa che la dazione di denaro “brevi manu”, se superiore a tale limite, è illecita.

Andiamo sul pratico: se pago lo stipendio e la tredicesima alla mia colf o badante, non posso darle contanti per una cifra superiore al limite di 2.000 euro. Non si possono effettuare operazioni superiori a 2.000 euro.

(Se non si fa attenzione, è molto facile incorrere in sanzioni. Pensiamo a quante operazioni fuori regola sono state compiute inconsapevolmente da ognuno di noi).

Se compro un orologio o una macchina usata, non posso pagarla con contanti superiori al limite di 2.000 euro.

Ma quante di queste transazioni avvengono nell’ignoranza dei cittadini?

E’ molto difficile intercettare tali operazioni.

Poi esiste un’altro problema che può generare sanzioni o problemi al cittadino, al di là del trasferimento del contante.

Bisogna fare attenzione:

anche i trasferimenti (depositi o prelievi) di contante effettuati in proprio presso banche ed intermediari possono generare delle conseguenze (segnalazione versamento contanti banca con segnalazione SOS all’UIF).

Sono leciti, è vero, ma le modalità utilizzate e le quantità di contante intermediato, possono generare dei problemi a chi le effettua con troppa leggerezza.

Si può incorrere in una segnalazione versamento contanti banca con SOS all’UIF segnalazione di operazione sospetta

Se effettuo un versamento o un prelievo in banca di cifre superiori a 2.000 euro potrò (è una possibilità non una certezza) essere soggetto a segnalazioni da parte dell’Istituto bancario.

Segnalazioni che arrivano, dopo vari gradi di analisi, alla Guardia di Finanza.

Spetta agli organi preposti (ad es. direttore di banca) decidere se attivare una segnalazione di movimento sospetto.

Ma ciò è discrezionale.

C’è chi, nella paura e nel rigore, fa maggior uso delle segnalazioni sospette, anche quando non vi sono elementi che le giustifichino.

Il risultato è una disparità di trattamento dei cittadini con comportamenti diversificati e contraddittori.

Anche i diversi organi istituzionali spesso interpretano le norme in modo discordante.

Interpreta le norme in modo rigido e restrittivo la Banca d’Italia (sollecitando un eccesso di segnalazioni).

Banche e altri intermediari hanno atteggiamenti  meno restrittivi, votati ad un maggiore buon senso, meno fiscali, che possono variare di molto da un soggetto all’altro.

La giusta linea da seguire?

In realtà a governare tutto deve essere il buon senso, la conoscenza del cliente, lo stile ed il tenore di vita del cittadino.

Faccio qualche esempio:

Se vivo in centro e guadagno 7.000 euro al mese, e faccio prelievi superiori a 2.000 euro, è presumibile che sia normale. Il mio tenore di vita è conforme a quella movimentazione.

Se invece guadagno 1.200 euro al mese e compio ricorrenti operazioni di importi non in linea con il mio stile di vita, potrò essere segnalato perchè, se non fornisco adeguata giustificazione, ciò può destare sospetto. Chi mi da il denaro?

Se un pensionato sul suo conto corrente effettua movimenti frequenti e di importo eccessivo, potrebbe essere sospettato di essere un prestanome.

Se un correntista in un determinato periodo compie prelievi in contanti frequenti e non abituali, può essere sospettato di effettuare pagamenti “in nero”. Magari sta facendo i lavori in casa…ed ha assunto operai non in regola…

…e così via potremmo fare moltissimi esempi.

Lo stesso avviene per le aziende. Se sono titolare di una tabaccheria o di un supermercato o di un ristorante, è del tutto normale che io effettui versamenti di denaro contante ben superiori ai limiti di legge. È insito nella tipologia di attività.

E proprio in questa tipologia di attività, dove circola molto contante, si possono riscontrare infiltrazioni della criminalità.

Ma se gestisco una agenzia di servizi o una concessionaria di auto, non è normale che io disponga di molto denaro contante. I pagamenti avverranno con bonifici, assegni o carte di credito da parte dei clienti.

Movimentazione bancaria

Anche la movimentazione tramite bonifico o con assegni può destare sospetto e crearci qualche problema, se non si adotta il giusto comportamento.

I movimenti da e verso l’estero devono essere sempre e comunque motivati e giustificati all’intermediario che effettua l’operazione (ad es. la Banca).

Per tutti gli altri movimenti in generale dobbiamo essere pronti a fornire giustificazioni e documentazione d’appoggio se ci viene richiesta.

Il consiglio è quello di mantenere sempre una traccia del movimento effettuato e di inserire sempre una giusta causale per ogni operazione effettuata.

Ciò per eventuali controlli (anche futuri) e per fugare ogni dubbio o sospetto.

Ricordiamoci che siamo sempre sotto la lente d’ingrandimento del fisco e di chi inserisce le nostre operazioni.

Spesso, a distanza di anni (almeno 5 vanno mantenuti) è difficile ricostruire la nostra movimentazione, ricordandoci esattamente la destinazione delle nostre transazioni.

Segnalazione banconote 500 euro (e da 200 euro)

Non tutti sanno che fare un versamento banconote 500 euro in banca può comportare dei problemi. Le banche hanno l’ordine di ritirare tali banconote poichè sono ritenute pericolose ai fini del riciclaggio e sono spesso usate per pagare tangenti od operare corruzione.

La malavita e chi opera corruzioni se ne serve visto che, l’ingombro minimo, consente di trasferire grosse cifre con poco volume.

Pertanto, versare 500 euro in banca, può comportare una fastidiosa segnalazione. Dipende dagli istituti di credito e dallo zelo del funzionario che riceve la banconota per il versamento.

Suggerimenti pratici:

-Usa la banca in cui sei conosciuto.
-Evita operazioni una tantum ed anomale, non in linea con la tua normale operatività.
-Evita le operazione “furbe” tipo quelle frazionate in giorni diversi: non si sfugge. Esiste il cumulo settimanale dei movimenti e il fisco li può considerare “artificiosamente frazionati”.
-Attenzione alle banconote di grosso taglio (500 e 200 euro). Gli intermediari controllano con occhio particolare chi presenta tali banconote e di norma le ritirano dal mercato. Vengono considerate con sospetto essendo normalmente utilizzate nei fenomeni di corruzione/riciclaggio.
-mantieni per 5 anni tutta la documentazione dei tuoi movimenti.

L’argomento è sicuramente complesso e ricco di sfaccettature. Lo abbiamo appena sfiorato!

Speriamo di aver chiarito alcuni aspetti e fornito qualche suggerimento utile.

Per muoversi con meno timori in questa materia, piena di insidie per il normale cittadino.

 Può interessarti anche:

Prestiti e donazioni tra parenti: fare attenzione

Portare i soldi all’estero.

Approfondimenti sulle normative: Antiriciclaggio sul sito UIF

Articoli simili

Lascia un commento