Effetto spread sui mutui

Effetto spread sui mutui

Aggiornamento al 8.9 2022, giorno del secondo scellerato aumento aumento dei tassi BCE dopo 11 anni di tassi negativi (primo rialzo a Luglio 22).

Effetto spread sui mutui è un pericolo?

Dobbiamo preoccuparci?

Che succede al mio mutuo?

Qual è la tendenza spread mutui per il prossimo periodo?

Facciamo chiarezza, l’argomento è delicatissimo e in televisione ne sentiamo di tutti i colori…durante la crisi economica e politica in atto.

Si fa del terrorismo mediatico, si spaventano le famiglie che hanno un mutuo… forse per condizionarle? 

Si esprimono sul tema, opinionisti, avvocati, giornalisti…oratori…chiunque…

Qualcuno tra questi, senza alcuna competenza al riguardo, riporta quello che legge o che sente …la cosiddetta informazione di riporto…

Invece questo argomento, molto delicato, va trattato con estrema cautela.

Sappiamo che molte famiglie vivono in bilico con le rate da pagare.

E che un minimo aumento delle spese mensili può mettere in sofferenza molti concittadini.

L’aumento dello spread, apparentemente conseguenza della crisi politica ed economica italiana, in realtà è un evento in parte previsto ed atteso dagli addetti ai lavori ogni qualvolta nel nostro paese si ingenera instabilità

Si è dimesso il 21.7.2022 proprio oggi il Governo Draghi, sinonimo di stabilità per l’estero.

Inoltre nello stesso giorno la BCE, senza esitazioni, ha aumentato i tassi d’interesse di 0,50%.

Eravamo negativi.

Ed oggi 8.9.2022 il secondo folle aumento di ben 0,75%.

Questo determinerà un immediato effetto sui mutui che si baseranno (quelli variabili) su un parametro aumentato di circa 1,25% rispetto a Luglio 2022. I tassi fissi che invece si basano sul parametro Eurirs sono già abbondantemente raddoppiati negli ultimi 3 mesi e con questo secondo aumento cresceranno ancora.

Poi, su questi parametri (eurirs ed Euribor) vanno a sommarsi gli spread delle banche (il guadagno della banca).

Altra cosa è lo spread (quello titoli di stato italiano/Bund tedeschi) comunemente detto. Questo, in virtù dell’accresciuta instabilità italiana (senza Governo e senza Draghi figura di garanzia), è salito e sta salendo. E’ lo scotto della nostra incertezza.

In questi anni, come già spiegato in alcune pubblicazioni, la riduzione dello spread, è stata determinata dalla politica della BCE e dalla caparbietà di un certo signore: Mario Draghi.

Il quale, combattendo alacremente contro le pressioni teutoniche e nord europee, ha consentito di effettuare i quantitative easing in Europa (sulla scia di quanto fatto negli USA).

Queste iniezioni mensili di miliardi di euro, per acquistare i titoli del debito pubblico degli stati membri e per iniettare liquidità nel sistema bancario, sono state il nostro scudo protettivo.

L’intero sistema è stato drogato da queste immissioni di denaro.

Questa “droga finanziaria” si è ridotta gradualmente e si è interrotta quasi del tutto con la gestione Lagarde. Si sta parlando di uno scudo protettivo all’esame dei tecnici che possa ovviare all’incertezza.

SPARISCE LO SCUDO PROTETTIVO ricorrente della BCE ma dovrebbe nascere un nuovo strumento

Cosa dobbiamo aspettarci?

Che lo spread rimanga sostenuto o che salga…e che il debito pubblico riemerga nella sua gravità, molto probabilmente.

La conseguenza di tutto ciò sarà un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse che si ripercuote sul costo degli interessi dei nostri titoli di stato da piazzare ogni mese sui mercati finanziari.

Non ci sarà più lo scudo della BCE che comprerà grandi quantitativi di nostri titoli e quindi dovremo offrirli sul mercato garantendo rendimenti allettanti agli investitori.

Questo costo degli interessi che dovremo garantire, aggraverà il nostro debito pubblico, con effetti a catena.

Le attese sui rialzi dei tassi in Europa sono elevatissime, e le banche non vedevano l’ora di poter incrementare i loro ricavi da interesse.

Quindi, nei prossimi anni dovremo fare i conti con questo scenario e solo uno shock ci salverà, non certo l’austerity che ci ha fatto arretrare sempre più.

Torniamo alle conseguenze che può portare l’aumento dello spread sui mutui.

Distinguiamo i vari casi che si possono verificare (rinfresca l’argomento in Mutui e tassi):

Effetto spread CASO 1)

Se ho già un mutuo in essere (si dice in banchese “in regolare ammortamento”), un mutuo già stipulato, cosa devo temere?

Mi aumenterà la rata?

Mutuo a tasso fisso

Assolutamente no. La rata è quella e quella rimarrà per sempre.

Mutuo a rata fissa e durata variabile

La rata non cambia, se aumenta l’euribor (il parametro di riferimento – vedi dopo) aumenterà la durata del mutuo. Ma questo avveniva anche prima.

Mutuo a tasso variabile

Non cambia nulla rispetto a prima. Potrebbe aumentare la rata, ma non per causa diretta dell’aumento dello spread.

Esattamente allo stesso modo di prima, se aumenta il parametro su cui è ancorato il mutuo e cioè il tasso euribor o il tasso Bce, aumenta anche il tasso e quindi la rata.

Il tasso variabile di un mutuo è formato da 2 parti:

-il parametro di riferimento (euribor o in alternativa tasso bce)

-lo spread (percentuale di guadagno della banca)…purtroppo si chiama come il dannato spread che indica il differenziale titoli/bund tedeschi, di cui stiamo parlando…

Facciamo un esempio pratico:

-valore euribor -0,30% (si rileva su tutti i quotidiani alla pagina economica)
-spread della banca 1,20%
-tasso finito 0,90%

Formula: 1,20% – 0,30% = 0,90%

Se l’euribor aumenta, aumenta la rata…come è sempre stato…nulla c’entra lo spread!!

L’euribor e i tassi ufficiali sono materia governata dalla politica della BCE (Banca Centrale Europea), non c’entra l’Italia con i suoi problemi.

Se l’euribor diminuisce, diminuisce anche la rata che ad esso è ancorata. Fanno eccezione i mutui con il floor (dicesi mutuo “florato” o “con il floor”,  il mutuo il cui parametro non può scendere sotto un certo limite – pavimento – che in genere corrisponde allo zero).
Da molti mesi l’euribor è negativo ma le banche applicano il floor (lo considerano pari allo zero) annullando di fatto il vantaggio dei tassi in negativo.

L’euribor non è un parametro italiano (per fortuna) ma europeo. Legato a parametri europei.

Quindi la crisi italiana influisce (forse) solo indirettamente su tale parametro.

Effetto spread CASO 2)

Devo stipulare ancora il mutuo:

NON CAMBIA NULLA  se tutto è già stabilito, se sono state già concordate le condizioni.

Se la banca, sfruttando il momento di panico e difficoltà sui mercati, decide di aumentare il suo spread (il suo guadagno), si stipulerà il mutuo ad un tasso (sia fisso che variabile) maggiore.

E in questo caso aumenterà il tasso e quindi la rata da pagare, pur rimanendo invariato il parametro di riferimento (euribor o irs), rispetto a prima.

Tuttavia, voglio dirlo con chiarezza, è proprio quello a cui si stanno preparando in questi giorni alcuni Istituti bancari.

Certo, era previsto, ma la crisi politica italiana è il pretesto per accelerare tutto il processo di aumenti.

Questo comportamento delle banche è esattamente quello che si è sempre tenuto in passato quando sono aumentate le instabilità sui mercati. Ogni scusa è buona…

… d’altra parte i commercianti non fanno lo stesso? 

Dopo il 2011 (anno del famoso effetto spread …che silurò il Governo di Tremonti e Berlusconi) gli spread bancari arrivarono al 4% (oggi siamo intorno a 1,5/2% circa)!

Effetto spread CASO 3)

Devi ancora richiedere il mutuo o magari sei proprio sul punto di farlo…

Bene amico…sbrigati…le banche non tarderanno ad aumentare i propri spread, anzi lo stanno già facendo … e non solo per l’instabilità politica. Esiste una tendenza al rialzo.

Lo stesso discorso vale se sto per effettuare una surroga del mio mutuo da una banca ad un altra…sbrigati…

Conclusione:

L’effetto spread, negativo per i nostri conti pubblici e per il nostro deficit, era in parte già preventivato e segue le previsioni, la crisi italiana lo ha semplicemente anticipato e forse aggravato.

L’instabilità dell’area Euro aumenta ad ogni difficoltà nei paesi membri (attualmente Italia e Spagna in cui si stanno rinnovando le istituzioni governative). Tutto dovrebbe suggerire più prudenza nella politica monetaria della BCE che invece ci manda tutti allo sbaragglio in nome del rialzo dell’inflazione.

Ma la suddetta instabilità non rimanda, anzi accelera, gli aumenti degli spread bancari, veri responsabili del “caro mutui”insieme ai rialzi BCE.

Quindi, in conclusione, dobbiamo fare attenzione non tanto allo spread come differenziale titoli/bund quanto allo spread bancario, ossia la percentuale che la banca applica al parametro di riferimento (euribor, tasso bce, irs), per determinare il tasso finale del nostro mutuo.

Nessun problema quindi, per ora, sui mutui già stipulati.

Troverai tutte le informazioni sui mutui nel mio libro Scegliere il Mutuo e la Banca

Gianfranco Saro

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