Aprire in Franchising

Aprire in Franchising

Aprire in Franchising conviene?

Aprire un’attività con questa formula imprenditoriale è davvero una buona idea?

Quali franchising aprire?

Scopri in questa guida come funziona il franchising, tutti i vantaggi che ne puoi trarre e quale franchising aprire.

Tra le migliaia di offerte, quale franchising conviene aprire?

Quali sono le migliori opportunità sul mercato?

L’aspirazione di molti oggi è  aprire una attività imprenditoriale , ma c’è la consapevolezza che, in un periodo di crisi economica e di difficoltà nel trovare i finanziamenti per le imprese, dove la concorrenza è elevata, bisogna andare a colpo sicuro, non si può sbagliare. Non è facile diventare imprenditore.

Il franchising è una formula “chiavi in mano”

Perchè fare tutto da solo quando esistono tantissime opportunità per aprire attività già sperimentate?

Dove la fase di preparazione, il branding, il lay out e il lancio sono già pianificati e già pronti all’uso?

Nella formula del franchising, tutto è già predisposto e la casa madre (il franchisor) mette a disposizione tutti i mezzi necessari per iniziare nel migliore dei modi una attività. In cambio di una royalty, ovviamente.

Affidarsi ad un brand già collaudato fa aumentare le possibilità di successo del tuo progetto imprenditoriale.

L’azienda madre ti guida seguendo un format vincente e collaudato, che funziona per tanti altri imprenditori associati e dove gli errori, le correzioni, le sperimentazioni, sono aspetti già risolti con successo.

Oggi, sempre di più, molte persone in cerca di un buon investimento guardano proprio al franchising come possibile formula vincente.

Tuttavia, esistono diversi falsi miti e visioni superficiali che rischiano di portare fuori strada chi vuole investire nel settore.

Se desiderate veramente conoscere come funziona il franchising e quali sono le migliori opportunità del momento in Italia e i migliori franchising, continuate la lettura.

In questa guida vi spiego esattamente cos’è il franchising e in quali casi può rappresentare un investimento davvero conveniente.

Attenzione: quelli che sembrano “buoni affari” vanno sempre valutati con occhio critico e non sempre aprire un franchising conviene, se non si sceglie bene.

Le attività in franchising a basso costo, non è detto che si possano annoverare tra le attività in franchising più redditizie. Talvolta i franchising di successo sono quelli di marchi importanti, che sono garanzia di fatturato, ma si fanno pagare…

Si fa presto a dire franchising

C’era una volta il franchising, quell’attività dove “cacci i soldi e il gioco è fatto”, tutto pronto, chiavi in mano e successo assicurato.

Con un capitale a disposizione e quella che sembra una buona idea per investirlo, tutto dovrebbe scorrere liscio come l’olio.

Beh, le cose non stanno esattamente così, troppo facile!

Affiliarsi a un franchising è una cosa seria, professionale e il successo dell’iniziativa dipende da un alto numero di fattori.

Il caso Mc Donald’s

Ho avuto a che fare spesso per lavoro con attività in franchising e quella che mi viene subito alla mente come la regina è la catena Mc Donald’s.  Quasi impossibile non esserci mai stati a mangiare un panino!

Sapevate che i ristoranti Mc Donald’s sono il franchising più serio, rigoroso, controllato e rigido che esiste?

I Franchisee che hanno la fortuna di essere selezionati, sono manager di alto livello di multinazionali, ex dipendenti della società, e pochi altri fortunati, sono iper controllati e vigilati.

I negozi sono di spettanza diretta della Mc che detiene l’immobile (in proprietà o in affitto) e controlla via telematica tutti i flussi e i conti del ristorante, mentre la gestione operativa è demandata al franchisee.

Ho visto alcuni essere “licenziati” senza pietà ed altri essere inseriti per meritocrazia all’interno di ristoranti già avviati. La multinazionale vuole fatturare sempre al top e mantenere alto il suo nome ed il suo livello.

Quindi se il fatturato flette… sono guai.

Se durante una delle frequentissime ispezioni anonime una cosa viene trovata non in regola sono dolori!

Se ci sono problemi economici, la società subentra e rileva, mandando via il suo collaboratore.

Ma i vantaggi di un franchisee Mc Donald’s?

Elevatissimo cash flow (incassi) ed alto valore dell’avviamento commerciale del ristorante, se fattura bene. Parliamo di milioni di euro.

D’altronde solo una politica severa poteva mantenere la multinazionale al vertice per tutti questi anni ed essere sempre tra le prime al mondo.

Franchising: cos’è e cosa non è

Ma vi siete veramente mai chiesti cos’è il franchising?

Il franchising altro non è che una forma di collaborazione commerciale tra imprenditori indipendenti.

Il fulcro di questa collaborazione è un contratto che regola il rapporto in ogni dettaglio. Viene stipulato tra l’affiliante (o franchisor) e uno o più affiliati (franchisee)

Il contratto concede il diritto di usare la ragione sociale, il marchio, prodotti e servizi e/o qualsiasi altro segno distintivo del franchisor ai fini della vendita.

L’affiliante regola e controlla l’uso di marchio e immagini da parte dell’affiliato allo scopo di garantire una presentazione uniforme dell’azienda al pubblico, d’altra parte la reputazione è sua.

Allo stesso modo si preoccupa di garantire una qualità costante dei prodotti e servizi e di condividere con l’affiliato il proprio know-how commerciale.

In cambio, il franchisor, percepisce un corrispettivo.

Quindi l’interesse comune è collaborare per guadagnare e crescere.

Esistono 3 tipi di franchising principali:

  • 1)Franchising di distribuzione: questa forma prevede che l’affiliato possa distribuire i prodotti del franchisor a fronte di un corrispettivo una tantum e/o di una royalties.
  • 2)Franchising di produzione: l’azienda produce beni e prodotti e li distribuisce sfruttando la rete di affiliati.
  • 3)Franchising di servizi: in questo caso non viene venduto alcun bene o prodotto, ma soltanto servizi, sfruttando il know-how della casa madre e usufruendo della sua assistenza.

Cosa NON è il franchising dunque? Esso non è ed ha poco o nulla a che vedere con:

  • Le concessioni di vendita
  • I partenariati
  • Le reti multi-livello
  • Il contratto di licenza
  • Il contratto di agenzia

Queste sono tutte attività imprenditoriali o di lavoro autonomo, ma non hanno niente a che vedere con operazioni di franchising.

Aprire in franchising: tutto in 5 passi

Per molti aprire un negozio fisico al giorno d’oggi, che sia in franchising oppure no, sembra quasi blasfemia. E ci si chiede se conviene aprire un negozio in franchising e se convenga investire in franchising.

Con il predominio sempre più forte assunto dalla rete e dai mezzi di vendita digitale, si tende ormai a snobbare le opportunità del retail, eppure ci sono…poi facciamo qualche nome…

Il successo in questo genere di iniziativa passa per elementi che la rete non sa offrire: esperienze sensoriali, cura del cliente e personalizzazione.

Nel caso del franchising però, per aprirne uno e capire quale possa essere davvero conveniente ci sono alcuni step pratici da seguire, ecco quali:

1 – Scegliete la tipologia giusta per voi

Se volete aprire in franchising non c’è modo migliore di farlo se non scegliendone uno vicino alle vostre passioni e desideri.

Se dovete vendere qualcosa, meglio vendere qualcosa che vi piace e/o di cui siete esperti.

Conoscere i vantaggi e i punti di forza di un certo prodotto o servizio può fare la differenza nel commercializzarlo.

Inoltre, nel vendere qualcosa che appassiona si è in grado di fare scelte migliori e più oculate anche nella gestione della merce: si è capaci di scegliere quella di alta qualità a un prezzo conveniente.

2 – Fate indagini preliminari

Aprire in franchising significa pur sempre aprire un negozio fisico (nella maggior parte dei casi) per questo è fondamentale fare delle indagini di mercato per capire come e dove aprire.

In questa fase è sicuramente d’aiuto l’affiliante. Con la sua esperienza e il know-how già sperimentato potrà offrire degli insights unici ed efficaci per indirizzare le scelte dell’affiliato.

Importantissime in questa fase sono le ricerche demografiche sul pubblico della zona e sulle sue abitudini.

Meglio mettere il vostro negozio in centro, oppure nella zona commerciale? Cosa fanno abitualmente i vostri potenziali clienti?

3 – Analisi finanziaria

Quanto costa aprire in franchising il vostro negozio? Quali sono le spese per mantenere l’idea di business alla quale intendete affiliarvi? Questi sono fattori che possono variare di attività in attività, tuttavia, vanno tenuti in considerazione.

Prima di investire e di aver finito di valutare se conviene aprire un franchising, è bene farsi un business plan dettagliato, anche per comprendere se sia necessario finanziare l’impresa.

Anche in questo caso il franchisor dovrebbe avere già pronte specifiche indicazioni, ma in generale ecco una lista dei possibili costi da sostenere per un’apertura:

  1. Licenze ed eventuali autorizzazioni inerenti all’iter di apertura.
  2. Affitto del locale (i primi mesi spesso bisogna anticipare una caparra, eventuali lavori di ristrutturazione potrebbero far pagare dei mesi “a vuoto”).
  3. Eventuali lavori di ristrutturazione per adeguare il locale alle necessità.
  4. Allestimenti
  5. Magazzino
  6. Operazioni di marketing

4 – Soddisfare i requisiti normativi

Ecco un punto spesso sottovalutato dagli aspiranti investitori in erba. Prima di avviare qualsiasi tipo di attività dovete informarvi bene sui requisiti normativi.

Il rischio è quello di trovarsi già in partenza con forti handicap di tipo legale e non esserne nemmeno a conoscenza.

Una situazione simile apre la strada a grossi rischi che vanno da multe salate alla vera e propria chiusura dell’esercizio.

Importanti aspetti da considerare sono:

  • Le licenze
  • I permessi
  • Le assunzioni

Vi consiglio di andare alla camera di commercio della vostra provincia per ricevere buone indicazioni a riguardo della burocrazia da espletare. E di rivolgervi ad un commercialista esperto e di fiducia per valutare i vari aspetti.

5 – Studiate il contratto

Sempre allo scopo di evitare brutte sorprese, massima attenzione al contratto! Questo è il documento che regola ogni aspetto dell’affiliazione commerciale. Una volta che firmi ed accetti termini, condizioni, royalties, ogni pentimento sarà vano. Le clausole contrattuali sono oramai molto stringenti e lasciano pochissimo spazio al franchisee. Più il franchisor è forte più vi farà pesare le sue condizioni.

Nel prossimo paragrafo andiamo ad approfondire bene proprio il contratto di franchising per capire come studiarlo e cosa non deve mancare.

Contratto di franchising: ecco come valutarlo

Faccio ora il punto per capire cosa non deve mancare nel contratto di franchising. L’affiliato attraverso il contratto deve ricevere da subito una serie di garanzie, chiamate obblighi precontrattuali.

In questa fase, è l’affiliato che può richiedere al franchisor una copia degli ultimi 3 esercizi di bilancio (cosa sempre consigliata per verificare le condizioni economiche dell’azienda).

Il contratto di franchising è regolato dall’articolo 1 della legge n. 129 del 6 maggio 2004.

All’art. 4 dalla L. n. 129/2004 si legge che il franchisor ha l’obbligo di consegnare all’aspirante franchisee, almeno 30 giorni prima della sottoscrizione del contratto, la copia completa del contratto stesso da sottoscrivere.

Si tratta di un documento contenente tutte le clausole costituenti il regolamento negoziale, ivi comprese quelle relative agli elementi essenziali del contratto (investimenti, royalties etc.).

Elenchiamo ora le parti imprescindibili del contratto:

  • L’oggetto: l’affiliante concede all’affiliato diritto alla commercializzazione dei propri beni o servizi in una certa area geografica.
  • Costi: definizione delle spese di ingresso che l’affiliato è tenuto a sostenere (le spese d’affitto di locali o magazzini nel franchising sono sempre a carico dell’affiliato, quindi a carico vostro). Le spese di registrazione del contratto sono egualmente divise tra franchisor e franchisee.
  • Royalty: questa è una voce importante perché definisce la cadenza e l’ammontare che l’affiliato deve corrispondere al franchisor. In genere, la somma è calcolata in percentuale rispetto alle vendite. In alcuni contratti vige l’impegno a fatturare una somma minima annua.
  • Prezzi: il contratto stabilisce i prezzi di prodotti e servizi offerti dall’affiliante.
  • Spese di gestione: l’affiliato si fa carico delle spese di gestione come quelli per il personale e le utenze.
  • Ispezioni: il franchisor si riserva il diritto di fare ispezioni per controllare che il punto vendita o distribuzione rispetti le caratteristiche commerciali dell’azienda madre.
  • Durata di concessione: viene specificato nel contratto quanto tempo dura la concessione e i tempi di rinnovo e disdetta.
  • Modifiche al contratto: eventuali modifiche al contratto possono essere apportate ma solo dietro totale accordo tra le parti.

Per ulteriori approfondimenti sulla materia giuridica relativa alla cessione del contratto, la rescissione etc, vi rimando ai relativi articoli del Codice civile e a un approfondimento sulla legge del 2004.

Franchising: pro e contro

Smaltite le questioni preliminari veniamo a un punto scottante: quali sono i pro e contro di aprire un franchising?

Se stavate pensando seriamente a questa attività come opportunità di investimento bisogna mettere sul piatto della bilancia gli aspetti positivi e negativi valutandoli anche a seconda della propria situazione valutando se aprire una attività in franchising conviene per le proprie aspettative.

I PRO dell’affiliazione commerciale

  1. Sei un passo avanti… Aprire un franchising significa in molti casi affiliarsi a un marchio già esistente e affermato, ma soprattutto riconosciuto dai consumatori. Dunque, tutta la parte della costruzione di una buona reputazione aziendale passa in secondo piano: se ne gode già!
  2. Assistenza: secondo vantaggio è l’assistenza perché affiliandosi a una buona azienda si riceve una struttura imprenditoriale già pronta calibrata e funzionante.
  3. Risparmio: soprattutto all’inizio si risparmia molto sulle spese di pubblicità, arredo, computer etc…
  4. Rischi calcolati: dopotutto un franchising è un’attività rodata anche dal punto di vista commerciale, se la struttura alla quale ci si affida è di successo le probabilità di fare un buon investimento sono elevate, a patto di aprire nel posto giusto.
  5. Finanziamento disponibili: quando si fa franchising l’autorità del marchio dell’affiliante può fare la differenza nella facilità di ottenimento di un prestito per avviare l’impresa.

I CONTRO del franchising

  1. Regole: per aprire un franchising è necessario rispettare le regole dell’affiliante. Le norme vanno seguite con rigore e non è possibile gestire la propria realtà in modo autonomo.
  2. Difficoltà di adattamento: il mercato è sempre in evoluzione e se l’imprenditore si rende conto di dover cambiare qualcosa nella propria offerta, il processo deve passare sempre prima per il franchisor e deve rispettare i suoi tempi.
  3. Processi standard: tutti i processi di gestione sono standardizzati senza possibilità di sperimentazione e personalizzazione da parte del franchisee.
  4. Cessione: chi intende cedere l’attività non può farlo a piacimento, ma necessita sempre dell’approvazione della casa madre prima del cambio di gestione.

Quindi: dovresti aprire o no?

Il franchising è la soluzione ideale per chi cerca un investimento che sia, tutto sommato, a basso rischio di fallimento.

A conti fatti, la possibilità di fallire è la stessa di cui soffre un business già avviato e di successo. Il sistema è ottimo anche per chi non ha esperienza pregressa di impresa e non può contare su collaboratori già affiatati e capaci.

Inoltre, chi ha capitale da investire subito e non intende aspettare la crescita di un business personale può affidarsi alle strutture e ai processi già rodati di un’affiliazione commerciale.

Infine, sottolineiamo che questa forma di business garantisce meno stress e preoccupazioni, almeno sotto vari punti di vista.

Si ha sempre il supporto della casa madre dalla propria parte, pronta a fornire soluzioni ai problemi che si presentano vista l’esperienza pregressa, magari con numerosi franchisee.

Franchising quale aprire (i franchising in Italia)

Quale franchising conviene aprire?

In Italia ci sono circa 1000 aziende franchisor, oltre 850 di queste sono anche censite dall’Associazione Italia Franchising.
esistono sicuramente franchising buoni. Bisogna solo valutarli dettagliatamente.

Le suddette aziende hanno un giro d’affari di oltre 21 miliardi di euro e gestiscono oltre 55 mila franchise. Le reti più importanti sono quelle delle agenzie immobiliari con oltre 10 mila affiliati.

Tra le 100 principali insegne italiane troviamo:

  • Bata
  • Tecnocasa
  • SMA
  • Intimissimi
  • Calzedonia
  • Domotecnica
  • Brums
  • Buffetti
  • Gabetti

I settori più redditizi e convenienti

Fatte le nostre considerazioni ora possiamo passare ad analizzare quelli che sono i settori più convenienti per aprire franchising in Italia.

Sebbene sia consigliabile aprire qualcosa di vicino alle proprie inclinazioni personali avere un’idea dei settori più fiorenti è sempre un bene.

  1. Ristorazione veloce: il campo della ristorazione è ancora un traino fondamentale dell’economia italiana. Soprattutto la ristorazione veloce offre ottime opportunità in fatto di franchising. Qui è possibile aprire caffetterie, fast food, street food, pasta fresca shop e drink.
  2. Estetica e Fitness: si confermano ancora di tendenza anche la ricerca del benessere e la cura del corpo. Ecco quindi che i franchising in questo settore si rivelano assolutamente redditizi. Le tipologie vanno dalla SPA, alla Crioterapia al fitness per finire alla ricostruzione unghie.
  3. Assistenza anziani: costatando che la popolazione mondiale va invecchiano fortemente e quella italiana non fa eccezione, sono molto interessanti anche i servizi di assistenza anziani. Importante qui affidarsi a una rete di franchising con forte competenza ed esperienza.
  4. Home Delivery: al quinto posto troviamo il settore della consegna a domicilio in fortissima espansione in Italia. Si stanno sviluppando oltre al classico servizio di consegna pollo o pizza, anche servizi di consegna bevande come vino e cocktail.
  5. Alimentare: qui si va di pari passo con la ristorazione a livello di convenienza, solo che il problema è la concorrenza elevata. Il vantaggio però è che si può entrare nel settore con costi ridotti, l’importante è seguire le tendenze del momento con prodotti per celiaci, equo-solidali e biologici. Occhio alla canapa!

Conclusioni sul Franchising

A parte alcuni piccoli difetti relativi alla libertà di azione e personalizzazione aziendale, il franchising ancora oggi rappresenta un’ottima occasione di investimento, aprire un negozio in franchising conviene.

Facendo particolare attenzione al franchisor prescelto e al contratto proposto è possibile infilarsi in un settore con ottime possibilità di crescita e spazi di espansione economica.

E tu a che franchising saresti interessato?

Hai altri dubbi o curiosità su questo business?

Speriamo questo articolo ti sia stato utile per capire questa formula e programmare la tua scelta imprenditoriale!

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